A che punto siamo con il vaccino: le regioni migliori e peggiori Quali sono le regioni più meritevoli in Italia sul fronte del vaccino anti Covid? Non basta analizzare i dati per capirlo


L’Italia si prepara a entrare nel vivo della campagna vaccinale contro il Covid-19, con una partita che si gioca interamente sui territori. Le Regioni, dopo i problemi logistici dell’organizzazione dei centri vaccinali, i ritardi nell’arrivo delle dosi e gli errori delle forniture, come il caso delle siringhe sbagliate, sono ora più che mai sotto i riflettori per la gestione dell’emergenza. Arrivano da tutte le parti d’Italia proclami e accuse bipartisan sul successo o il fallimento dell’impianto vaccinale. Per capire meglio chi si sta muovendo nella direzione giusta è bene analizzare i dati e le ragioni dietro i numeri, troppo bassi o inaspettatamente alti, delle inoculazioni.

Vaccino Covid, dati assoluti e percentuali: chi fa meglio e peggio

Osservando i dati disponibili il 6 gennaio, con la percentuale di vaccini effettuati rispetto alle dosi arrivate alle singole regioni, emerge che la Toscana è il territorio più meritevole, mentre Calabria e Sardegna chiudono la classifica. Diversa storia per i numeri assoluti. In quel caso troviamo in testa il Lazio, con 37.970 dosi, e a chiudere la Valle d’Aosta con solo 336 persone che sono state sottoposte al vaccino anti Covid.

  • Toscana 65,9%
  • Veneto 65,6%
  • Provincia autonoma di Trento 62,3%
  • Molise 16,4%
  • Sardegna 11,5%
  • Calabria 11,4%

 

  • Lazio 37.970 su 61.405
  • Sicilia 29.258 su 78.685
  • Veneto 28.711 su 43.775
  • Sardegna 2.255 su 19.680
  • Molise 806 su 4.925
  • Valle d’Aosta 336 su 1.970

Vaccino Covid, Toscana prima regione in Italia: i motivi

L’alta percentuale della Toscana, si potrebbe pensare, deriverebbe dagli ingenti ritardi sulla fornitura. Erano attese nei centri vaccinali della regione circa 28 mila dosi di vaccino entro l’Epifania, ma ne sono arrivate solo 4 mila. Le vaccinazioni sono proseguite a ritmo sostenuto e le fiale mancanti arriveranno, promette il Governo, entro sabato 9 gennaio. Dalla giunta di Eugenio Giani sarebbero arrivate pesanti critiche al Governo e al commissario Domenico Arcuri.

Tuttavia, ha rassicurato l’assessore alla Sanità toscano Simone Bezzini, “l’agenda per ora non cambia. Ci saranno ritardi nelle vaccinazioni solo se il nuovo quantitativo arriverà più tardi di venerdì. Tutti i sanitari, anche i medici di medicina generale e i liberi professionisti, saranno vaccinati nella prima fase, non appena possibile. Nessuno resterà fuori”.

Vaccino Covid, in Lazio effettuate più dosi: parla D’Amato

L’assessore Alessio D’Amato, che in Lazio gestisce la Sanità, ha fatto sapere che “le ferie dei medici non costituiscono un problema”. Lanciando una frecciatina al collega lombardo Giulio Gallera, ha precisato: “Da noi si lavora 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. È così ormai dal 29 gennaio scorso, quando ricoverammo i primi pazienti in Italia, la coppia di cinesi in vacanza nel nostro Paese. Non abbiamo sprecato neppure un minuto. Per questo motivo siamo la prima regione d’Italia per quanto concerne il numero di vaccini anti coronavirus”.

Vaccino Covid: Veneto proiettato verso la fase 2

Il Veneto, dove pure tanto i dati assoluti quanto quelli percentuali fanno ben sperare, ci si prepara già alla fase 2 della campagna vaccinale. Entro il 25 gennaio dovrebbero arrivare nelle farmacie ospedaliere le 185 mila dosi destinate al personale sanitario. La Regione prevede la vaccinazione degli operatori a rischio, dunque degli specialisti a contatto con categorie fragili e così via, fino alla copertura totale di chi porta il camice. Anche chi opera nel privato ha diritto alla vaccinazione, con la precedenza per chi lavora nel privato accreditato. A seguire saranno coinvolti i volontari, come quelli della Croce Verde.

Chiusa la prima fase e il richiamo, potranno partire le vaccinazioni di massa, con precedenza agli over 80, circa 360 mila veneti. L’ambizioso piano vaccinale messo in piedi dalla Regione prevede una vaccinazione ogni 3 minuti.

Vaccino Covid, perché Sicilia e Sardegna sono in ritardo

Sono invece in evidente difficoltà Sardegna e Calabria. Per il commissario alla Sanità calabrese Guido Longo, nominato a novembre dopo una serie di rinunce all’incarico e nomine silurate, sarebbe colpa dei medici. “Le dosi ci sono e il personale c’è”, ha dichiarato. Ma ci sarebbero poche adesioni da parte degli operatori sanitari, poco propensi a farsi vaccinare.

Diverso il discorso per l’isola. La Sardegna, ha spiegato l’assessore Mario Nieddu, sarebbe stata l’ultima regione italiana a ricevere i vaccini, arrivati il 31 dicembre. “Non si poteva pensare di fare miracoli”, ma “recuperemo attivando più punti vaccinali. In ogni caso non è una gara”.