Covid-19. "Quanti protocolli inutili. Bastano le mascherine"


Roma, 5 giugno 2020 - La mascherina, le distanze e l’igiene sono misure chiave da mantenere per la nostra incolumità. Ma certe ossessioni, che sembrano diventate vere e proprie nevrosi, poco hanno a che vedere con le cautele necessarie per combattere il Coronavirus. Un esempio per tutti, i guanti di lattice nei locali pubblici. Talvolta vengono utilizzati a sproposito, entrano a contatto con oggetti diversi, alimenti e denaro sporco. Sarebbe meglio in certi casi avere piuttosto le mani libere e igienizzarle spesso. Ne parliamo con Alessandro Miani, presidente della Società italiana di medicina ambientale.

Professor Miani, tra obblighi, divieti e raccomandazioni si finisce per non capirci più nulla.
"Nei locali chiusi, come potrebbe essere un centro commerciale, una mascherina è la soluzione giusta per difenderci, basta quella, purché la indossino tutti. Serve a ridurre la dispersione delle goccioline di saliva, droplets, che emettiamo con i colpi di tosse, o semplicemente parlando. In questo modo si crea una barriera vicendevole tra noi e gli altri. Più che la carica batterica virale, si riduce la probabilità che le goccioline di saliva, che possono contenere eventualmente il virus, si disperdano e vadano a infettare altri".

Veniamo alle note dolenti, i guanti lerci. Le mani sono più pulite.
"Se lavori in un ambiente ospedaliero ha senso tenere indosso i guanti di lattice o di altre tipologie usa e getta, per motivi igienici, ovviamente senza portarli mai agli occhi alla bocca e senza toccare le mucose esposte. Ma se siamo in altri contesti, sopratutto adesso che fa caldo, con la sudorazione della pelle, tenendoli indosso tutto il giorno, questi si sporcano e diventano un ricettacolo di infezione. Conviene piuttosto avere a portata di mano un gel disinfettante, una salviettina, igienizzarsi o lavarsi spesso le mani, sopratutto se tocchi alimenti. Consideriamo pure che una buona parte dei guanti usa e getta finiscono per inquinare gravemente l’ambiente".

Quindi la mascherina e le distanze sono sufficienti per azzerare i contagi?
"Per quel che sappiamo, una semplice mascherina chirurgica di carta, ma anche quelle di tessuto, quelle riutilizzabili, sono un filtro efficace, che protegge le mucose delle nostre vie aeree, sempre avendo l’accortezza che siano indossate reciprocamente. Uno starnuto può contenere qualcosa come una raffica di trecentomila goccioline, che viaggiano a trecento chilometri all’ora e arrivare a otto metri di distanza. Se indossiamo un dispositivo barriera aumenta la sicurezza tra due persone, che oggi si considera a un metro e ottanta".

Invece di una serie di regole infinite possono bastare queste basilari precauzioni?
"Direi di sì, abbiamo visto che anche in Cina la mascherina era consigliata dal primo momento. Quando l’epidemia è arrivata in Italia, è stata determinante. Oggi serve ancora continuare a tenere indosso le mascherine, perché nonostante si sia ridotta la circolazione dell’agente infettivo, il virus non è stato definitivamente sconfitto, quindi conviene mantenere serie precauzioni".

FONTE:quotidiano.net